Il mondo è al Collasso e gli archeologi lo sapevano

Jared Diamond non è un archeologo.
E’ un biologo, fisiologo e ornitologo statunitense. Però, nonostante le sue specializzazioni siano così lontane dal nostro campo di indagine, ha scritto due libri (due) che con l’archeologia hanno molto a che fare: uno è Armi, acciaio e malattie, con cui ha pure vinto un Pulitzer per la saggistica nel 1997 e l’altro è Collasso, come le società scelgono di vivere o morire, scritto nel 2004.

La recensione di oggi riguarda appunto il secondo dei due, Collasso, analisi ambientale, geografica e archeologica di alcune società del passato che, dopo aver praticamente azzerato le proprie risorse, o hanno affrontato l'”estinzione”, o hanno optato per un rinnovamento e per soluzioni nuove che ovviassero alla mancanza di quelle stesse risorse.

Collasso: è già successo, risuccederà

In pratica, cosa fa Diamond? Anche se è biologo, fisiologo e ornitologo e di archeologia non sa molto, nel mondo universitario ha diversi amici archeologi “da campo”. Gli viene un’idea, che poi è la continuazione naturale del libro precedente che – molto in breve – spiegava quali fossero le tre motivazioni per cui gli occidentali avessero conquistato il mondo. L’idea è: il nostro mondo è al collasso ambientale, stiamo finendo le risorse. Vuoi vedere che questa cosa è già successa in passato a qualcun altro, magari più in piccolo, e si può trarre qualche spunto per non finire proprio estinti anche noi?

Visto che negli Stati Uniti è abbastanza normale che vi sia uno scambio tra facoltà, l’autore inizia le sue ricerche e le sue peregrinazioni con un team di diversi esperti e si reca in Polinesia, in Messico, tra i luoghi che appartennero alle tribù Anasazi del Nord America. E supportato da dati archeologici sui siti scelti (per esempio, l’Isola di Pasqua), studi sul paesaggio, esami paleobotanici e informazioni sul paleoclima, Diamond traccia un quadro organico sulle motivazioni per cui grandi e piccole siocietà del passato si siano trovate di fronte a un completo collasso ambientale, sociale e culturale e quali siano state le soluzioni adottate (oppure non adottate) per sopravvivere.

Emblematico è il caso della Groenlandia, abitata dagli Inuit e che per un breve periodo (climaticamente favorevole) fu colonizzata anche dai Vichinghi: quando il clima divenne più rigido i primi sopravvissero e continuarono ad abitare l’isola, i secondi scomparvero dopo pochi decenni. Gli ultimi capitoli riguardano invece singoli casi del presente, il consumo di risorse in macroaree come la Cina e l’Australia e le possibili problematiche connesse.

Perché consiglio questo testo? Sostanzialmente, perché è un’ispirazione: almeno la metà delle 576 pagine di cui è composto dimostrano che una disciplina come l’archeologia non solo non è inutile come vogliono farci credere, materia per una élite di antiquari, ma è addirittura fondamentale per comprendere cosa stia accadendo al nostro mondo, proprio qui e adesso, e come i fallimenti del passato possano tracciare una strada per la nostra sopravvivenza.

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