5 deformazioni mentali che hai solo se sei un archeologo

Tra la casa da finire, il quotidiano lavoro giornalistico e un’altra collaborazioncina che mi ha resa davvero felice e spero di portare a termine al meglio, non ho avuto molto tempo per scrivere. Ma avevo promesso a una archeoblogger un post divertente. E dato che ogni promessa è debito, ecco qui un brevissimo elenco di deformazioni mentali che solo noi archeologi possiamo capire…

Non riesci a leggere la parola Nike
Allora, precisiamo. Non è che tu non la sappia proprio leggere, non sei mica analfabeta. Solo che dopo 5 anni di liceo classico, e quindi di greco, dopo aver studiato il tempietto di Atena Nike e esser andato al Louvre per vedere personalmente se la Nike di Samotracia era davvero così bella come promettevano le foto sui tuoi libri di archeologia, proprio non ce la fai a leggerla all’inglese “naic” o addirittura “naichi” (orrore). La leggi “niche” anche quando sta scritta su una scatola da scarpe. Poi ti correggi dopo un secondo, pensando “meno male che non l’ho letta ad alta voce, altrimenti mi prendevano per ignorante”, però la leggi sempre alla greca. Vero o no?nike Foto: © hdwalls.com

Fai la stratigrafia della lasagna
E del tiramisu, e della millefoglie, e della parmigiana di melanzane e di qualunque cibo abbia più strati (vale anche l’uovo perché ha un guscio). A tavola, per una frazione di secondo, quando osservi la torta pasqualina, pensi che sia un taglio di pasta frolla con un riempimento di spinaci e ricotta, ma ti astieni dal dirlo agli altri commensali per evitare di sembrare troppo “nerd”. A meno che tu non ti trovi a mangiare con altri archeologi. In quel caso, la cena potrebbe semplicemente essere divisa in US.

Se rompi un piatto, pensi di tenere il coccio
Anche in questo caso, si tratta di un pensiero momentaneo. Stai riponendo i piatti nello scolapiatti e paf! Te ne cade uno fondo che va frantumi. Imprechi. Vai a prendere la scopa e la palettina. Inizi a raccogliere i cocci e ti capita tra le mani quello più grande che, casualmente, è parte del bordo del piatto. Cosa fai? Hai due opzioni: uno, lo butti subito; due, ti guardi in giro per vedere se nessuno ti osserva, capovolgi il coccio su una superficie piana per valutarne l’inclinazione, cercando di ricostruire mentalmente il piatto. Hai lo strano impulso di andare alla tua scrivania per prendere carta millimetrata, matita, pettine e calibro. Ma di là ti stanno già chiamando preoccupati per sapere se ti si è piantato un frammento di ceramica appuntita nella mano: rispondi che è tutto ok e rinunci al tuo piano di catalogazione del frammento dell’US scolapiatti.

Hai problemi con Matrix
Problemi seri, a dire il vero. Se sei tra amici e si parla di film, quando si nomina Matrix pensi a Keanu Reeves che compila il diagramma delle unità stratigrafiche mentre l’agente Smith gli incasina tutte le schede. Se sei sullo scavo e si parla di matrix, per un secondo ti immagini di andare verso la baracca della documentazione indossando occhiali scuri e una giacca nera di pelle lunga fino ai piedi. Se in quel preciso istante sullo scavo passa un gatto, è finita. Tutto ciò non è sano.

Quando passi di fianco a un cantiere, guardi la parete
Per parete, intendo proprio la parete di terra, se si tratta di uno scavo ovviamente. Avrai sicuramente vissuto la scena più volte, visto che tutte le città italiane sono spesso bucherellate per lavori che riguardano tubature o cavi telefonici. Ecco la scena: stai camminando tranquillamente per strada, quando passi di fianco a un cantiere. Sbirci dentro per vedere se si tratta di uno scavo archeologico e magari salutare il collega di turno. Nessun collega, si tratta proprio della posa della fibra ottica. Ti cade lo sguardo sulla parete di terra: orrore, non è a piombo. Te ne vai pronunciando tra te e te “Tsk, dilettanti”.

Leggi la Parte II 

9 Comments

  • Donatella May 6, 2015 at 4:42 pm

    io studio le ossa, ogni volta che vedo crepe nei muri penso alle tracce di radici sulle ossa, per non parlare di quando mangio il pollo che comincio a guardare le ‘tracce di macellazione’ o determinare l ‘ età 😭

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  • Alex May 6, 2015 at 8:00 pm

    Io abito in una cittadina famosa per la produzione di ceramica e quando passo davanti alle vetrine del corso non posso fare a meno di chiedermi a quale Furumark Shape appartenga la merce esposta.

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  • giovanna marina uboldi May 7, 2015 at 4:59 pm

    accarezzo l’orlo dei bicchieri e guardo sotto il fondo delle bottiglie (studio vetri!)

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  • Laura May 7, 2015 at 6:18 pm

    Quando cammino guardo sempre a terra…

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    • Angela Pisano May 8, 2015 at 5:06 pm

      Anch’io. E il mio ultimo scavo risale ad 8 anni fa.

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  • Ele May 7, 2015 at 11:56 pm

    Quando l’aereo è a bassa quota cerco cropmark.
    Mentre invece se rilevo arte rupestre per un po’, in maniera continuativa, inizio a vedere incisioni nell’asfalto.

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  • Lucia May 9, 2015 at 5:50 pm

    Ha ha ha anche io ho le stesse deformazioni !!! In più ogni volta che su una superficie legnosa vedo delle linee….. Penso alla dendrocronologia, persino con le sedie!

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  • claudio May 9, 2015 at 11:05 pm

    Guardare la caraffa dell’acqua e chiedere alla mia compagna (archeologa pure lei) “amore, mi passi l’olpe?”

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