Deformazioni mentali, parte II

Si può iniziare un articolo con “Grazie”? Non so se si possa, comunque sono sul mio blog e faccio quello che mi pare. Grazie a tutti i lettori che hanno letto e condiviso il post forse più scemo che io abbia scritto finora. Ma soprattutto, grazie per i tantissimi spunti che mi stanno consentendo, proprio adesso, di scrivere la parte II delle deformazioni mentali di un archeologo.
Con un paio di chicche in più.

Quando piove, non pensi all’ombrello
Ti svegli, senti scrosciare l’acqua al di là delle tapparelle. “Oggi lavaggio cocci”, pensi. Non importa che tu attualmente stia lavorando in un ufficio caldo e per niente umido. Il tuo primo istinto è quello di pensare ai cocci, alle mani bagnate che strofinano la ceramica smussata, alla baracca semibuia, all’odore vago di muffa. Solo dopo il caffè ti ricorderai che non devi andare in cantiere, ma in ufficio, che puoi vestirti decentemente e che devi ricordarti assolutamente l’ombrello (quello sano, non i 5 rotti che non hai ancora buttato) prima di uscire di casa.

Ti tasti spesso il retro dei pantaloni
Tranquillo/a, è cosa comune, non sei solo/a. Stai montando un mobile Ikea? A un certo punto ti tasti la tasca posteriore dei jeans cercando la trowell. Stai piantando i fiori sul balcone? Cerchi la trowell (e forse la usi pure per lo scopo). Stai controllando l’olio della macchina? Stai pulendo casa? Stai lavando i piatti? Non importa. A un certo punto cercherai comunque la trowell. Anche dopo anni che hai smesso di scavare. Fattene una ragione.

Impugni le posate come fossero trowell
Di nuovo lei. Un giorno probabilmente scriverò un articolo sui “10 usi non archeologici della trowell”. Ma giustamente, è un discorso di logica: se la lasagna è composta da unità stratigrafiche di pasta e besciamellamista a ragù (o mista a pesto) e la torta pasqualina non è altro che un taglio di pasta frolla riempito da spinaci e ricotta, in quale altro modo potresti mangiare se non impugnando la forchetta come una cazzuola romboidale e molto appuntita?

Fissi i muri
Non importa che si tratti di una costruzione nuovissima terminata un mese fa e realizzata in cemento armato: i muri li fissi comunque. Se sono vecchi, però, è meglio. Magari stai vivendo un paio di giorni di relax in un agriturismo in campagna e mentre sei a pranzo noti i mattoni rossi a vista o addirittura una parete di pietre tenute insieme dalla malta! Sarà un moderno opus incertum? Per la gioia di chi è in vacanza con te, dopo anrai a controllare.

Monete

Quando ti danno il resto, controlli sempre le monete
Sì, ma non è che le conti perché non ti fidi. O meglio, magari dopo le conti anche. Ma prima le guardi: dritto e rovescio. In quale dei paesi europei è stato coniato questo euro? In che anno? E poi ti perdi nelle tue elucubrazioni. “Ah, ma dai? Un altro euro spagnolo? Fammi vedere nel portafogli… cavoli, è già il quarto! Qui c’è un sacco di gente che se ne va in vacanza a Barcellona. Beati loro…”

Avete altri spunti?

1 Comment

  • Claudia May 8, 2015 at 1:12 pm

    Quando vedo strade di acciottolato penso SEMPRE alle glareate che ho dovuto disegnare con il retino..Un incubo!

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