M'illumino di meno, Paestum

M’illumino di meno: monumenti e musei spenti per un quarto d’ora per “festeggiare” il risparmio energetico

Non so se esultare per la sensibilità dimostrata da alcuni direttori di musei e siti archeologici, oppure ridere dell’iniziativa (e arrabbiarmi pure un po’). Il 23 febbraio (cioè domani sera), per M’illumino di meno, l’evento promosso dalla trasmissione di Radio 2, Caterpillar, da ormai 14 anni con l’obiettivo di diffondere le buone pratiche di risparmio energetico, diversi musei, monumenti e siti archeologici spegneranno l’illuminazione dalle 19.00 alle 19.15, cioè per appena un quarto d’ora.

M'illumino di meno

La locandina ufficiale di M’illumino di meno 2018

Vuole essere uno spegnimento simbolico, un’adesione simbolica ai valori del risparmio energetico e delle buone pratiche volte a contrastare il riscaldamento globale. L’ho ricordato più volte: quello che succede al clima, riguarda il patrimonio culturale molto, molto da vicino. Un impegno a favore della sostenibilità ambientale anche da parte del mondo della cultura non è solo auspicabile, è necessario. Non si può pensare di tutelare e valorizzare un sito archeologico dimenticandosi completamente dell’ambiente in cui è immerso.

Tra i – pochissimi, stando alla mappa – siti e i musei che aderiranno ci sono per esempio il Parco Archeologico di Paestum, che spegnerà il tempio di Atena e la Basilica Paleocristiana; il Museo Etrusco di Villa Giulia; il Parco Archeologico di Ercolano.

Lodevolissima l’adesione da parte dei direttori, bello l’atto concreto per la salvaguardia del clima. Ma ha senso spegnere le luci solo per un quarto d’ora? Che cosa resta, dell’adesione a questa importante iniziativa, dopo solo un quarto d’ora?

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