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5 consigli per un’archeo vacanza sostenibile, bella ed etica

Vi ho raccontato diverse volte – con entusiasmo – che la pratica del turismo responsabile è in aumento e che siti archeologici e borghi storici sono le mete preferite almeno per la metà degli ecoturisti. 

Numeri e dati ci dicono che questo tipo di turismo fa bene all’economia, all’ambiente, alle persone. Ma cosa vuol dire andare a vedere un sito archeologico con questo “nuovo” spirito? Ecco qualche dritta per tutti:

1. Studiate prima

Che detta così, sembra quasi inutile. Cioè, se uno studia prima, si informa prima, si legge prima la storia del sito, quali sono i reperti più importanti, dove sono conservati, perché dovrebbe poi effettivamente andarlo a vedere, questo benedetto sito? Risposta: perché poi ti diverti di più, apprezzi di più (o di meno…) il modo in cui il sito viene raccontato, puoi avere un approccio critico… Insomma, diventi un turista consapevole. Ti gusti tutto, ogni pietra, ogni dettaglio. Ed è una bella cosa.

2. Scegliete mete poco battute

Premesso che i grandi siti archeologici italiani patrimonio Unesco vanno visti almeno una volta nella vita, perché sono bellissimi, la ricostruzione del passato passa attraverso tutti, ma proprio tutti i ritrovamenti. I siti cosiddetti minori, i piccoli borghi con chiesette dimenticate e rocche da restaurare sono spesso gioiellini dal valore inestimabile, valorizzati meno del dovuto per mancanza di fondi adeguati. Fare una ricerca su internet o spulciare le guide cartacee per scovarli, visitarli e contribuire alla loro salvaguardia è sicuramente una buona azione che giova anche alla comunità cui appartengono.

3. Occhio al pranzo

Se scegliete di pranzare al sacco, non lasciate rifiuti in giro. Nemmeno se vedete che il sito è molto trascurato. Vi ho mai raccontato delle terme di Taormina? Quasi nessuno sa che esistono perché l’attenzione di tutti è concentrata sul magnifico teatro greco-romano, da cui distano meno di 100 metri. Dentro al piccolo sito in stato di abbandono si trovano cartoni della pizza, rifiuti vari, erbacce, suspensurae mezze rotte e qualcuno lo usa perfino come toilette.

Insomma, l’incuria parte (anche) dai cattivi atteggiamenti dei turisti.

Se invece scegliete di pranzare al ristorante, preferite le piccole trattorie dove si mangiano piatti tipici, magari bio o a km zero. Così si aiuta davvero l’economia locale.

4. Non portate via nulla

Quando dico nulla, intendo nulla. Nemmeno un sassolino. Non si fa. Gesti come questo, se ripetuti da più persone, rischiano di alterare il paesaggio e, nella peggiore delle ipotesi, di arrecare danno alla ricerca archeologica stessa (metti che il “sassolino” sia un pezzo di colonna? Che fai?).

Sul perché non si devono raccogliere i reperti, Archeostorie ci ha scritto un libro.

5. Programmate le visite in orari “strani”

Se è estate, il momento migliore per visitare un sito archeologico o un museo è di mattina presto, all’apertura. Questo comporta spesso sacrifici – svegliarsi presto anche in vacanza? Orrore! – ma garantisce la possibilità di fruire al meglio del bene scelto (specialmente se si tratta di un sito solitamente molto affollato), senza caos e senza intoppi.  Se è inverno, preferite i giorni feriali, sempre al mattino, specialmente se volete visitare un museo.

Visitare un sito archeologico o un museo in preda alla sofferenza equivale a non visitarlo affatto. Anzi, associa un pessimo ricordo a quell’esperienza. Meglio evitare!

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