Marco Aurelio

Marco Aurelio, il mio alibi per il giorno del compleanno

Al liceo ho perso la testa per gli stoici.

Sarà stato il loro amore per il Logos e la convinzione che esistesse una ragione ultima per le cose che accadono nell’Universo; o forse quel consiglio, così saggio, di rimanere distaccati dalle emozioni forti (sia negative, sia positive) e allo stesso tempo continuare ad agire nel mondo, a impegnarsi in diversi ambiti, specialmente in quello politico.

Erano così dannatamente vulcaniani, gli stoici. Erano come Mr. Spock, un po’ logici e un po’ no, alla ricerca di una conciliazione tra due nature. Ce li descrivono come retti e irreprensibili, e invece erano solo alla ricerca di una perfezione a cui tendere, di un ideale puro a cui aspirare. Altrimenti perché riempire pagine e pagine di promemoria? Molto umani, gli stoici. Così consapevoli di poter sbagliare, da scrivere lettere e tragedie (Seneca) e pensieri (Marco Aurelio) per ricordarsi di non farlo.

Comunque, visto il mio amore per questi filosofi, pensate la sorpresa quando ho scoperto di avere come compagno di compleanno proprio Marco Aurelio, nato il 26 aprile 121 d.C.

Quando un personaggio famoso, e soprattutto un personaggio storico, è tuo compagno di compleanno, puoi fare alcune cose: la prima è conoscere quello che ha fatto nella sua vita; la seconda è chiederti se ti piace; la terza, se lui/lei ti piace, è lasciarti ispirare.

Marco, forse nipotastro di Adriano, cresciuto sin da piccolo per diventare imperatore, sentiva tutto il peso dell’Impero e cercò di gestirlo al meglio, anche in mezzo a vari problemi, tipo guerre, calamità naturali e pestilenze. Niente manie di grandezza, niente sbavature. Uno che appena poteva si chiudeva nel suo studio a riflettere sul senso della vita, dell’Universo e di tutto quanto. Uno introspettivo. Uno a cui piaceva fermarsi a pensare.

Io, vi dirò, sono contenta di compiere gli anni lo stesso giorno di Marco Aurelio. Un po’ perché ho amato i Pensieri. Un po’ perché da grande vorrei scrivere qualcosa di importante anch’io.

E poi trovo confortante che il più saggio imperatore della romanità sia anche quello che ha compiuto una delle più grandi stupidaggini del suo tempo, associando al potere e poi designando come erede suo figlio Commodo, che per intenderci aveva lo spessore morale di uno dei tronisti di Maria de Filippi, interrompendo l’abitudine del principato adottivo che ormai funzionava benissimo. Siamo ancora tutti qui a chiederci perché. Alla faccia del Logos, mannaggia…

Insomma, capite? Marco Aurelio, come compagno di compleanno, rappresenta un alibi perfetto. Vuol dire che nella mia vita potrei compiere azioni molto sagge o molto idiote e sarebbe esattamente lo stesso. Potrei anche compierle entrambe contemporaneamente, meglio ancora, e non deluderei nessuno.

Tanto è tutto già scritto nella data del mio compleanno.

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