Eco dell’archeologia, perché?

Aver cambiato il titolo in Eco dell’archeologia non significa aver perso l’anima del vecchio blog; semmai significa avere un pezzo di anima in più, più definita, più chiara, forse persino più onesta.

Eco è una voce lontana che, spezzettata, si propaga nello spazio e nel tempo: per certi versi, mi ricorda la stessa archeologia, che non ci racconta mai una storia tutta intera, ma la scompone in frammenti e ci sfida a capirla, a ricomporla, rimettendo insieme i pezzi come se appartenessero a un puzzle.

Eco però è anche molto altro: è un prefisso che viene dal greco, vuol dire “casa” ed è stato usato per raccontare alcuni degli aspetti più importanti della nostra esistenza su questo pianeta: l’Eco-nomia, che ci dice come utilizziamo le risorse presenti sulla Terra per soddisfare i nostri bisogni, e l’Eco-logia, che è invece lo studio, il racconto delle interazioni tra gli organismi e il loro ambiente.

Eco è una parola piccola, ma racchiude tanti mondi, tanti aspetti, tante sfumature. Ed ecco perché mi sembrava la più adatta per questo blog.